La showgirl venezuelana critica le manifestazioni pro-Maduro e attacca Landini: “Solo chi ha vissuto lì conosce fame e violenza della dittatura”.
Le parole di Aida Yespica sulla fine del regime
La presa di posizione arriva da Aida Yespica, che commenta con toni duri le manifestazioni promosse dalla CGIL a sostegno di Nicolás Maduro. Interpellata dall’Adnkronos, la showgirl afferma che la caduta del regime rappresenta una liberazione per il popolo venezuelano e respinge l’idea che Maduro possa essere considerato un presidente eletto democraticamente.
Secondo Yespica, solo chi ha vissuto direttamente in Venezuela può comprendere le sofferenze patite dalla popolazione negli ultimi venticinque anni. Nel suo racconto, parla di fame, privazioni e insicurezza quotidiana, descrivendo il periodo del governo Maduro come una dittatura che ha oppresso il Paese.
Le critiche alle manifestazioni e a Landini
Nel mirino delle dichiarazioni finisce anche Maurizio Landini, accusato di sostenere una narrazione distante dalla realtà vissuta dai cittadini venezuelani. Yespica sottolinea di rispettare le opinioni altrui, ma ribadisce di non condividerle, evidenziando come molti manifestanti non abbiano mai sperimentato direttamente le condizioni di vita sotto il regime.
La showgirl richiama episodi personali e familiari per spiegare il proprio punto di vista, ribadendo che il giudizio su Maduro non può prescindere dalle conseguenze concrete subite dalla popolazione, tra difficoltà economiche e violenze diffuse.
Il desiderio di tornare e le celebrazioni in Italia
Yespica racconta di non tornare in Venezuela da quattordici anni e di attendere con speranza il momento in cui potrà rivedere il suo Paese. Intanto, riferisce che amici e familiari hanno celebrato la fine del regime anche in Italia, partecipando a raduni spontanei in diverse città.
Il suo appello finale è rivolto al rispetto dei sentimenti dei venezuelani: lasciare spazio alla gioia per la fine di una fase storica segnata, a loro dire, da sofferenze profonde, pur nella consapevolezza delle incertezze sul futuro del Paese.
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