Aggressione Acca Larentia: “I miei figli e i loro amici sono vivi per miracolo”

Quattro giovani di Gioventù nazionale aggrediti all’Alberone. Una madre racconta la violenza subita e chiede di disinnescare il clima di odio politico.

Il racconto della madre dopo l’aggressione

“Mio figlio e i suoi amici sono vivi per miracolo”. Con queste parole Sabrina Fantauzzi, portavoce del vicepresidente della Camera Fabio Rampelli, ha raccontato quanto accaduto ai suoi due figli e ad altri due giovani militanti di Gioventù Nazionale. L’episodio si è verificato nei pressi di un supermercato del quartiere Alberone, a Roma, alla vigilia dell’anniversario di Acca Larentia.

Secondo il racconto, i ragazzi stavano per iniziare un’attività di affissione quando sarebbero stati assaliti da un gruppo numericamente superiore, armato di bastoni, mazze, caschi e, secondo quanto riferito, anche coltelli. Uno dei giovani avrebbe riportato colpi al volto ed è stato successivamente trasportato in ospedale in codice giallo per le tumefazioni riportate. L’auto su cui viaggiavano sarebbe stata danneggiata durante l’aggressione.

L’appello a disinnescare la tensione

Nel suo messaggio, Fantauzzi ha lanciato un appello alla calma, chiedendo a chi fosse in possesso di immagini o video dell’episodio di metterli a disposizione degli inquirenti. Ha sottolineato la necessità di abbassare i toni e di evitare che il clima politico e sociale degeneri ulteriormente, parlando di un’aria “troppo incandescente” e del rischio di conseguenze irreversibili.

La madre ha anche evidenziato che gli aggressori sarebbero coetanei delle vittime e che l’azione si sarebbe consumata in pochi minuti, prima ancora che i ragazzi scendessero dall’auto per iniziare l’affissione dei manifesti commemorativi.

Indagini in corso e reazioni politiche

Le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona sono state acquisite e sono ora al vaglio della Digos di Roma, che ha già trasmesso una prima informativa alla Procura. Gli investigatori valutano l’ipotesi di un’aggressione premeditata ai danni dei quattro giovani.

A rendere pubblica per primo la vicenda era stato Francesco Todde, presidente di Gioventù nazionale Roma, parlando di un’azione organizzata da un gruppo numeroso. Nelle ore successive sono arrivati numerosi messaggi di solidarietà, in particolare dal mondo politico di area centrodestra, mentre le indagini proseguono per chiarire dinamica e responsabilità dell’episodio.

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