Vittorio Feltri: “Uno Stato occidentale moderno deve restare laico, nessuna fede deve essere imposta”

Il direttore del Giornale riflette sul valore simbolico del giuramento del sindaco di New York e richiama il principio occidentale della separazione tra fede e istituzioni.

Il commento di Vittorio Feltri sul gesto del sindaco

Intervenendo nella sua rubrica sul Giornale, Vittorio Feltri ha espresso perplessità sul gesto del neo sindaco di New York, Zohran Mamdani, che ha scelto di giurare sul Corano. Feltri chiarisce che la sua osservazione non riguarda la fede personale del primo cittadino, ma il significato istituzionale di un giuramento compiuto su un testo religioso.

Secondo il direttore, uno Stato di diritto occidentale deve fondarsi sulla laicità, intesa non come ostilità verso le religioni, ma come garanzia di libertà per tutti i cittadini, credenti e non credenti. La neutralità delle istituzioni, sottolinea, è un elemento centrale dell’equilibrio democratico.

La questione simbolica del giuramento

Feltri riconosce che negli Stati Uniti esiste una tradizione diversa da quella europea, con giuramenti spesso prestati sulla Bibbia. Tuttavia, evidenzia una differenza sostanziale: in diversi Paesi islamici, il testo sacro coincide con la legge e assume un ruolo che va oltre la sfera religiosa.

In questo contesto, il giuramento sul Corano, secondo Feltri, perde la sua neutralità simbolica e diventa un messaggio politico. Non si tratta di un’accusa, ma di una riflessione sul valore pubblico di un atto che richiama un sistema in cui religione e ordinamento giuridico tendono a sovrapporsi.

La Costituzione come fondamento comune

Nel suo intervento, Feltri richiama la tradizione italiana, dove gli eletti giurano sulla Costituzione. A suo giudizio, questo rappresenta il patto civile condiviso, valido per l’intera comunità nazionale indipendentemente dalle convinzioni religiose.

Il direttore osserva che la crescente diffusione di giuramenti religiosi da parte di rappresentanti eletti in Occidente solleva interrogativi sul mantenimento della separazione tra sfera spirituale e potere pubblico. Una separazione che, conclude, è alla base delle libertà moderne e della convivenza democratica, e che va preservata attraverso regole comuni e riconoscibili.