Venezuela, Meloni: “Intervento legittimo”, per Conte “Precedente gravissimo”

La premier parla di svolta democratica dopo l’uscita di scena di Maduro. Conte denuncia un precedente grave, divisioni tra maggioranza e opposizione sul ruolo degli Stati Uniti.

Meloni e Machado: “Nuova speranza per il Venezuela”

La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha avuto un colloquio telefonico con María Corina Machado per discutere delle prospettive di una transizione pacifica e democratica in Venezuela.
Secondo una nota diffusa da Palazzo Chigi, nel corso della conversazione è stato condiviso come l’uscita di scena di Nicolás Maduro possa aprire una fase nuova per la popolazione venezuelana, orientata al ripristino dei principi fondamentali della democrazia e dello Stato di diritto. La premier ha inoltre definito legittima l’azione degli Stati Uniti che ha portato all’arresto dell’ex presidente.

Le critiche di Conte e le posizioni della maggioranza

Di segno opposto la reazione del leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, che ha parlato di “un precedente gravissimo”, invitando l’Italia a difendere sempre i valori del diritto internazionale senza doppi standard.
Dal centrodestra arriva invece il sostegno all’azione americana. Il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri, afferma che gli atti di forza susciteranno inevitabili discussioni, ma sottolinea come il regime venezuelano non fosse garante dello Stato di diritto. Gasparri ribadisce inoltre che per l’Italia resta prioritaria la sicurezza della numerosa comunità italiana presente nel Paese sudamericano.

Sinistra divisa e dubbi sul raid Usa

Dal fronte opposto, Nicola Fratoianni accusa gli Stati Uniti di perseguire con la forza interessi economici legati alle risorse petrolifere venezuelane, sostenendo che Washington oggi agisca senza più preoccuparsi di giustificazioni formali.
Più prudente la posizione del senatore Pier Ferdinando Casini, che invita alla cautela e parla di un quadro ancora poco chiaro sugli eventi avvenuti in Venezuela. Casini esprime dubbi sulla dinamica dell’arresto di Maduro e sulla reale gestione della fase di transizione, lasciando intendere il rischio di un’operazione costruita più sul piano politico che su quello istituzionale.

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