L’ex premier commenta la fine dell’era Maduro, critica la linea del governo Meloni e dell’Europa e chiede un ruolo più attivo dell’Italia sul Venezuela e sui connazionali. Lo spiega in un’intervista esclusiva a Quotidiano.net in cui definisce l’Europa un “guscio vuoto”.
Fine del regime e crisi del diritto internazionale
Per Matteo Renzi la rimozione di Nicolás Maduro rappresenta senza dubbio la conclusione di una dittatura che ha devastato uno dei Paesi più ricchi del Sud America. Secondo l’ex presidente del Consiglio, il Venezuela esce da una stagione segnata da repressione, carcere per gli oppositori e impoverimento di massa. Allo stesso tempo, Renzi riconosce che la questione del diritto internazionale è ormai compromessa: formalmente Maduro non era legittimato dai brogli elettorali, ma più in generale le regole internazionali vengono sistematicamente disattese, dall’Ucraina al Sudan, fino alle tensioni nel mar Cinese e in Africa. In questo scenario, osserva, prevale la logica della forza, con conseguenze destabilizzanti.
Italia ed Europa: il giudizio su Meloni e Bruxelles
Renzi distingue il piano internazionale da quello politico interno. A suo avviso, Giorgia Meloni mantiene una postura prudente e allineata agli Stati Uniti, ma senza un’iniziativa autonoma. Una “politica del giorno dopo”, che si limita a prendere atto degli eventi. Se fosse stato a Palazzo Chigi, afferma, avrebbe lavorato di più sul rapporto con la numerosa comunità italiana in Venezuela e su una presenza più incisiva degli apparati diplomatici e di intelligence.
Ancora più severo il giudizio sull’Unione europea guidata da Ursula von der Leyen, descritta come priva di visione in politica estera. Renzi richiama il passato della diplomazia italiana, contrapponendo figure storiche della Farnesina all’attuale ministro Antonio Tajani, ritenuto simbolo di una fase di debolezza.
Venezuela, italiani all’estero e divisioni politiche
Nel quadro dei rapporti tra Italia e Venezuela, Renzi cita anche il caso di Alberto Trentini, sottolineando come il governo italiano, a suo giudizio, abbia mostrato finora eccessiva cautela rispetto ad altri Paesi europei. L’attenzione sul dossier, afferma, è stata tenuta alta soprattutto dalla famiglia.
Quanto al dibattito politico, Renzi osserva che l’operazione statunitense in Venezuela ha accentuato fratture non solo nella sinistra, ma anche nella destra, in Italia e in Europa. Il punto centrale, conclude, non dovrebbe essere lo schieramento pro o contro Donald Trump, bensì la capacità di costruire un’Europa più autorevole, capace di incidere nei nuovi equilibri geopolitici globali.