Tragedia Crans-Montana, Briatore accusa: “Non è una fatalità, è omicidio”

Dopo l’incendio costato la vita a ragazzi di 17 anni, Flavio Briatore punta il dito su licenze, sicurezza assente e controlli mancati.

Le accuse dopo la tragedia di Crans-Montana

Per Flavio Briatore non ci sono attenuanti. La tragedia di Capodanno a Crans-Montana, dove un incendio ha provocato la morte di ragazzi di 17 anni, non può essere archiviata come una fatalità. In un’intervista rilasciata a il Giornale, l’imprenditore parla apertamente di “omicidio”, attribuendo l’accaduto a responsabilità precise e a gravi mancanze nei controlli.
Secondo Briatore, quelle giovani vittime stavano semplicemente festeggiando l’inizio dell’anno, ignare dei rischi nascosti in un locale che, a suo giudizio, non avrebbe mai dovuto essere aperto al pubblico.

Sicurezza, licenze e locali non a norma

Il nodo centrale, per Briatore, riguarda le condizioni strutturali del locale. Una sola scala, stretta e ripida, come unica via di fuga viene definita “assolutamente insufficiente” per gestire il deflusso di centinaia di persone in caso di emergenza. Nella sua esperienza, maturata nella gestione di locali in diversi Paesi, le uscite di sicurezza rappresentano il primo requisito da verificare, prima ancora di qualsiasi altro aspetto progettuale.
Altro elemento critico è l’altezza dei soffitti e la presenza di materiali altamente infiammabili. Briatore sottolinea come locali destinati a grandi afflussi debbano avere spazi ampi e soffitti molto alti, mentre a Crans-Montana si parla di coperture con materiali simili alla gommapiuma, incompatibili con eventi affollati e festeggiamenti.

Minorenni, alcol e scintillini

Nell’intervista emerge anche il tema dei minorenni presenti nel locale. Ragazzi di 15 e 16 anni, più esposti al panico, che secondo quanto ricostruito avrebbero avuto accesso all’alcol. Briatore ribadisce che la somministrazione di bevande ai minori è vietata e racconta come nei suoi locali, anche a Montecarlo, vengano adottati controlli rigorosi sull’identità dei clienti.
Il possibile innesco dell’incendio viene individuato negli scintillini pirotecnici utilizzati durante la festa. L’imprenditore chiarisce che questi effetti possono essere ammessi solo in ambienti adeguati, con soffitti alti e materiali sicuri. In spazi bassi e rivestiti con materiali infiammabili diventano un pericolo estremo. Per questo, nei locali del suo gruppo, sono stati sostituiti da dispositivi elettrici a rischio incendio nullo.
Briatore conclude esprimendo stupore per quanto accaduto in Svizzera, Paese simbolo di rigore e controlli, sostenendo che in Italia una struttura in quelle condizioni difficilmente avrebbe ottenuto una licenza.