Forti boati e sorvoli notturni hanno scosso Caracas. Il governo Maduro parla di aggressione militare degli Stati Uniti e dichiara lo stato di emergenza.
Boati e paura nella capitale venezuelana
Forti esplosioni hanno scosso Caracas nella notte tra venerdì e sabato. Secondo testimonianze raccolte sul posto, almeno sette forti boati sono stati uditi intorno alle 2 del mattino ora locale, accompagnati dal rumore di velivoli in volo a bassa quota. Le vibrazioni sono state avvertite in diversi quartieri della città, spingendo numerosi residenti a scendere in strada. Al momento dei primi scoppi non erano arrivate comunicazioni ufficiali, mentre sui social hanno iniziato a circolare immagini e video delle esplosioni.
La reazione del governo Maduro
Nelle ore successive, il governo venezuelano ha denunciato quella che definisce una “gravissima aggressione militare” attribuita agli Stati Uniti. Il presidente Nicolás Maduro ha proclamato lo stato di emergenza e invitato alla mobilitazione della popolazione. In una nota ufficiale, Caracas sostiene che l’obiettivo degli attacchi sarebbe quello di colpire la sovranità nazionale e appropriarsi delle risorse strategiche del Paese, in particolare petrolio e minerali, respingendo ogni ipotesi di cambio di governo imposto dall’esterno.
Obiettivi colpiti e scenario internazionale
Secondo le prime ricostruzioni, le esplosioni e gli incendi avrebbero interessato aree militari e infrastrutture strategiche: tra le zone segnalate figurano il palazzo presidenziale di Miraflores, Fuerte Tiuna, il ministero della Difesa, la base aerea di La Carlota e installazioni nell’area di La Guaira. Testimoni parlano di sirene e continui sorvoli aerei, mentre episodi minori sarebbero stati registrati anche presso l’Accademia militare di Mamo e l’aeroporto di Higuerote.
Gli eventi si inseriscono in un quadro di crescente tensione internazionale, dopo l’intensificazione delle operazioni statunitensi nel Mar dei Caraibi e le recenti dichiarazioni del presidente Donald Trump, che aveva evocato azioni più incisive contro il governo venezuelano. Al momento, restano da chiarire la natura precisa degli attacchi e il loro collegamento diretto con le operazioni militari in corso nella regione.
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