Scuole paritarie, fondi record nella manovra 2026: bonus famiglie e sostegno alla disabilità
La Legge di Bilancio 2026 rafforza il sostegno alle scuole paritarie con nuovi finanziamenti, bonus per le famiglie e risorse stabili per infanzia e inclusione.
Più risorse per infanzia, paritarie e inclusione
Con la Legge di Bilancio 2026 il governo guidato da Giorgia Meloni ha incrementato in modo significativo le risorse destinate alle scuole paritarie. A fine 2025 sono stati stanziati 30 milioni di euro per gli istituti dell’infanzia non statali, 21 milioni specifici per le scuole paritarie e 37 milioni per il sostegno agli alunni con disabilità iscritti in queste strutture. Si tratta del quarto intervento consecutivo in manovra a favore del comparto, in un contesto segnato negli ultimi anni da chiusure e difficoltà economiche legate al calo demografico e all’inflazione.
Arriva il “Buono scuola” per le famiglie
Sempre dalla manovra 2026, su iniziativa di Noi Moderati e dell’ex ministra Mariastella Gelmini, è stato introdotto il cosiddetto “Buono scuola”. La misura, finanziata con 20 milioni di euro, prevede un contributo fino a 1.500 euro per le famiglie con Isee fino a 30mila euro che scelgono scuole paritarie di primo grado o il primo biennio delle secondarie. Il voucher potrà essere cumulato con contributi regionali fino a un massimo di 5mila euro. Confermata inoltre l’esenzione Imu per gli immobili scolastici paritari e lo stanziamento di 288 milioni per il sistema integrato zero-sei anni.
Il giudizio delle associazioni e le critiche
Negli ultimi anni circa 200 scuole paritarie hanno cessato l’attività, nonostante una platea di circa 800mila studenti iscritti, in prevalenza nel primo ciclo. Già nel 2025, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara aveva firmato decreti per oltre 750 milioni di euro complessivi a favore del settore, con un incremento di 50 milioni rispetto all’anno precedente.
Tra le realtà che hanno accolto positivamente le misure figura la FISM, che rappresenta oltre 9mila scuole dell’infanzia. Il presidente Luca Iemmi ha parlato di un riconoscimento concreto del ruolo educativo e sociale delle paritarie, soprattutto nei territori privi di alternative statali, e di un passo importante nel venticinquesimo anniversario della legge di parità 62/2000. Di segno opposto le valutazioni di parte sindacale e dell’opposizione politica, che contestano uno squilibrio di attenzione a favore delle paritarie rispetto alla scuola statale, temendo una riduzione degli investimenti pubblici nel medio-lungo periodo.