In inverno aumentano le infezioni respiratorie acute: non solo influenza ma molti virus diversi. L’Iss spiega come riconoscerli, quando arriva il picco e quali precauzioni adottare.
Infezioni respiratorie, non è solo influenza
Con il calo delle temperature, la circolazione dei virus respiratori torna a intensificarsi. Le condizioni tipiche dei mesi freddi – permanenza prolungata in ambienti chiusi, scarsa ventilazione e contatti ravvicinati – favoriscono la trasmissione dei patogeni, soprattutto in contesti come scuole, mezzi pubblici, abitazioni e luoghi di aggregazione.
Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, i dati settimanali diffusi attraverso il sistema di sorveglianza RespiVirNet non riguardano esclusivamente l’influenza. Le statistiche includono infatti l’insieme delle infezioni respiratorie acute (ARI), un gruppo ampio che comprende anche SARS-CoV-2, Virus Respiratorio Sinciziale, rhinovirus, adenovirus, virus parainfluenzali, metapneumovirus e altri coronavirus umani. Solo una parte dei casi complessivi è attribuibile ai virus influenzali veri e propri.
Trasmissione, picco stagionale e comportamenti di prevenzione
L’Iss chiarisce che i virus respiratori si diffondono principalmente per via aerea, attraverso le goccioline emesse parlando, tossendo o starnutendo, ma anche tramite il contatto diretto o indiretto con superfici contaminate. Ambienti affollati e poco aerati accelerano la diffusione, come avviene in asili, scuole, strutture residenziali e durante incontri familiari.
Il picco stagionale delle ARI varia di anno in anno, ma in genere si colloca tra la fine di dicembre e la fine di febbraio. Anche dopo il momento di massima incidenza, la circolazione dei virus rimane elevata per diverse settimane prima di diminuire gradualmente.
Per ridurre il rischio di contagio, l’Iss raccomanda misure semplici: lavaggio frequente delle mani, attenzione a non toccarsi viso e mucose, copertura di bocca e naso durante starnuti o tosse, aerazione regolare degli ambienti e permanenza a casa in presenza di sintomi respiratori, soprattutto nelle fasi iniziali.
Vaccini, test e uso corretto dei farmaci
Per l’influenza e per il SARS-CoV-2 è prevista una vaccinazione stagionale. L’Iss e il Ministero della Salute ne raccomandano la somministrazione gratuita alle persone più esposte al rischio di complicanze: over 60, soggetti con patologie croniche, donne in gravidanza, operatori sanitari e persone che vivono o assistono individui fragili. La vaccinazione non elimina il rischio di infezione, ma riduce in modo significativo la probabilità di forme gravi e di ricovero.
Non è previsto un obbligo di tampone per diagnosticare il Covid-19 o altre infezioni virali: la valutazione sull’eventuale test spetta al medico di base o al pediatra. L’Iss ribadisce inoltre che gli antibiotici non sono efficaci contro i virus e devono essere utilizzati solo in presenza di infezioni batteriche accertate, per evitare lo sviluppo di resistenze.
Il sistema RespiVirNet, attivo in Italia dal 1999, si basa sulla collaborazione di medici di medicina generale e pediatri, che segnalano i casi osservati e inviano campioni biologici ai laboratori regionali e al Centro nazionale per l’influenza dell’Iss. I dati raccolti contribuiscono al monitoraggio nazionale ed europeo e alla definizione delle strategie vaccinali delle stagioni successive.
Influenza 2025, stagione più intensa del solito
Influenza australiana: vaccino e sintomi