La Russa elogia Giorgia Meloni: “Non gioca a seguire l’onda emotiva di Gaza”

Ignazio La Russa commenta politica interna e internazionale, il discorso di Mattarella e gli scenari del 2026, difendendo l’azione del governo e la leadership di Giorgia Meloni.

Politica estera, Costituzione e rapporti istituzionali

Rientrando a Milano dopo le vacanze natalizie, il presidente del Senato Ignazio La Russa ha tracciato un’ampia riflessione sull’attualità politica in un’intervista esclusiva a Il Giornale, soffermandosi sul discorso di fine anno del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, definito tra i più significativi. La Russa ha sottolineato il valore dei richiami alla storia repubblicana e all’impegno delle nuove generazioni, ribadendo la propria adesione ai principi di libertà sanciti dalla prima parte della Costituzione.

Parlando dei rapporti con il Quirinale, ha descritto una relazione istituzionale improntata al rispetto, con radici risalenti agli anni da parlamentari. Nessuna quotidianità, ma un clima amichevole che, ha spiegato, si è consolidato nel tempo.  “È importante quello che sta facendo il governo. Giorgia Meloni non gioca a seguire l’onda emotiva di Gaza, anzi ha condannato gli eccessi di Israele, mentre difende fino in fondo il diritto di esistere dello Stato ebraico. Fa ponte con Trump per la difesa dell’atlantismo senza deflettere sugli aiuti all’Ucraina. Merita davvero i complimenti”.

Ruolo super partes e accuse di faziosità

Interrogato sulle critiche legate al suo stile e alla presunta mancanza di neutralità, La Russa ha respinto le accuse, rivendicando il rispetto delle regole di Palazzo Madama. Ha ricordato che il presidente del Senato, a differenza del capo dello Stato, è tenuto a essere iscritto a un gruppo parlamentare e che il suo ruolo super partes riguarda esclusivamente l’esercizio delle funzioni istituzionali.

Secondo La Russa, le contestazioni rientrano in una strategia di delegittimazione personale. Ha ribadito di non aver mai attaccato gli avversari sul piano personale, ma solo di aver contrastato idee politiche, rivendicando una tradizione di confronto libero che, a suo dire, caratterizza la storia della destra italiana.

Riforme, elezioni e il giudizio su Giorgia Meloni

Guardando al 2026, La Russa ha affrontato i principali dossier politici: dal referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati alle riforme istituzionali su legge elettorale e premierato. Su quest’ultimo punto, ha sostenuto che la riforma non risponde a esigenze di potere personale, ma all’obiettivo di rafforzare la stabilità del sistema democratico.

Ampio spazio è stato dedicato alla figura della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, definita una leader capace di scelte autonome e lungimiranti. La Russa ha ricordato episodi chiave della sua crescita politica, evidenziando la coerenza dimostrata anche in fasi complesse. Un apprezzamento che si estende all’azione di governo, sia sul fronte interno sia su quello internazionale, dove ha rivendicato il ruolo dell’Italia nella difesa dell’atlantismo e nel sostegno all’Ucraina.

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