Negli Stati Uniti contagi, ricoveri e decessi per influenza crescono rapidamente. Variante K dell’H3N2 dominante. Allerta anche in Europa e in Italia.
Stati Uniti, numeri in forte crescita
Negli Stati Uniti è in corso una delle stagioni influenzali più pesanti degli ultimi decenni. Secondo i dati diffusi dalla CNN sulla base delle rilevazioni dei Centers for Disease Control and Prevention, fino al 20 dicembre si contano almeno 7,5 milioni di casi, 81 mila ricoveri ospedalieri e 3.100 decessi, inclusi otto bambini. L’attività influenzale risulta alta o molto alta nella maggior parte degli Stati, con picchi in Colorado, Louisiana, New Jersey, New York e Carolina del Sud. A livello nazionale, i ricoveri sono più che raddoppiati in una settimana, passando da circa 9.900 a oltre 19.000, e le autorità sanitarie prevedono un’ulteriore crescita nelle prossime settimane.
La variante K e il ruolo dei vaccini
Il virus predominante è l’influenza A H3N2, in particolare la variante K. Secondo Michael Osterholm, direttore del Center for Infectious Disease Research and Policy dell’Università del Minnesota, questa variante “mette alla prova l’immunità preesistente”. Pur non essendo stata inclusa nella composizione iniziale dei vaccini stagionali, i ceppi presenti offrirebbero una protezione parziale. Gli esperti, tra cui l’infettivologo Matteo Bassetti, indicano la stagione in corso come una delle più critiche degli ultimi anni. I Cdc ribadiscono l’importanza della vaccinazione, soprattutto per le fasce più vulnerabili: bambini, anziani e persone con patologie pregresse. Nonostante la distribuzione di circa 130 milioni di dosi, le coperture restano inferiori al passato, con il 17% dei bambini e il 23% degli adulti vaccinati entro fine novembre.
Europa e Italia sotto osservazione
In Europa, il quadro resta complesso. In Inghilterra i casi mostrano segnali di stabilizzazione, ma gli ospedali rimangono sotto pressione. Secondo il National Health Service, nella settimana precedente al Natale i ricoveri per influenza hanno superato quota 3.000, con circa il 95% dei letti per adulti occupati. Continuano a circolare anche altri virus invernali, tra cui Covid e norovirus, sebbene l’intensificazione delle campagne vaccinali abbia contribuito a contenere ulteriori aumenti.
In Italia, il sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità segnala la predominanza del ceppo A H3N2, in particolare della variante K. L’influenza A H1N1 è presente ma meno diffusa, mentre non sono stati rilevati ceppi non sottotipizzabili. Dopo i dati degli ultimi giorni, con quasi un milione di italiani a letto, il picco dell’epidemia è atteso a breve.