Zelensky smentisce l’attacco a Valdai: “Fake news per sabotare i negoziati”

Il presidente ucraino definisce false le notizie su un presunto attacco alla residenza di Putin e accusa Mosca di voler ostacolare il dialogo. Usa in grado di verificare.

La smentita sull’attacco alla residenza di Putin

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha respinto come fake news le informazioni su un presunto attacco a una delle residenze del presidente russo Vladimir Putin. Secondo Zelensky, si tratterebbe di notizie costruite dalla Russia con l’obiettivo di far fallire i negoziati per porre fine alla guerra. Parlando con i giornalisti, il leader ucraino ha affermato che nessun attacco ha mai colpito la residenza di Valdai e che gli Stati Uniti dispongono degli strumenti necessari per verificarne l’infondatezza.

Il contesto dei negoziati e il ruolo degli Stati Uniti

Zelensky ha collegato la diffusione di queste notizie al momento diplomatico, definito positivo, che si sarebbe sviluppato nel corso dell’ultimo mese. Il presidente ucraino ha fatto riferimento a un dialogo giudicato proficuo tra i team negoziali e a incontri che avrebbero culminato in un confronto diretto con Donald Trump. In questo quadro, la diffusione delle fake news sarebbe funzionale, secondo Kiev, a interrompere un processo di confronto che stava mostrando segnali di avanzamento.

Le reazioni internazionali e gli attacchi reali su Kiev

Zelensky ha espresso particolare disappunto per le prese di posizione di alcuni Paesi che avrebbero condannato presunti attacchi ucraini mai avvenuti. Tra questi ha citato India e gli Emirati Arabi Uniti, sottolineando come tali dichiarazioni abbiano contribuito a generare confusione. Il presidente ucraino ha invece richiamato l’attenzione sugli attacchi reali subiti da Kiev e da altre regioni del Paese, con colpi contro edifici amministrativi, infrastrutture civili e aree abitate, ribadendo che gli Stati Uniti possono confermare, grazie alle loro capacità tecniche, la falsità delle accuse russe sull’episodio di Valdai.