Pascale: Antonio Tajani inadeguato, dovrebbe solo dimettersi, non vedo eredi di Berlusconi

Al Corriere della Sera Francesca Pascale ripercorre vita privata, rapporto con Silvio Berlusconi, relazioni sentimentali e giudizi severi sulla politica e sui protagonisti del centrodestra.

Il legame con Silvio Berlusconi e i luoghi simbolo

In un’intervista al Corriere della Sera, Francesca Pascale ripercorre il rapporto con Silvio Berlusconi, soffermandosi anche sui luoghi che hanno segnato la loro vita insieme. Pascale ammette il dispiacere per la messa in vendita di Villa Certosa, ma racconta di essere rimasta più colpita dal cambiamento di Palazzo Grazioli, trasformato in modo che non riconosce più. Ricorda momenti di quotidianità vissuti lontano dai riflettori e descrive il dolore per la scomparsa dell’ex premier come paragonabile a quello provato per la morte della madre.

Relazioni personali e giudizi politici

Pascale parla apertamente della relazione con Paola Turci, definendola una storia nata nel momento sbagliato e segnata da dinamiche che lei stessa definisce tossiche. Racconta di non essere pronta dopo la fine del rapporto con Berlusconi e di aver sofferto soprattutto per l’ipocrisia vissuta all’interno della relazione.

Sul cosiddetto “non matrimonio” tra Berlusconi e Marta Fascina, Pascale ammette iniziali difficoltà nel comprenderlo, ma sottolinea come alcune scelte politiche abbiano tradito principi che l’ex premier considerava fondamentali. Guardando all’attualità, esprime un giudizio netto sull’assenza di un vero erede politico di Berlusconi e critica duramente Antonio Tajani (“inadeguato, dovrebbe solo dimettersi”), mentre cita Mario Draghi come figura che avrebbe apprezzato, pur riconoscendo che ha altri obiettivi.

Famiglia Berlusconi e il caso Santanché

Il rapporto con Marina Berlusconi resta, secondo Pascale, solido e improntato al confronto, mentre esclude di aver ricevuto qualsiasi buonuscita economica dopo la fine della relazione con l’ex premier. Spazio anche al racconto del distacco definitivo da Daniela Santanché, con il riferimento all’episodio delle borse false, descritto come fonte di imbarazzo più che di rabbia.

Nel racconto emergono anche passaggi della sua storia familiare, segnata dalla violenza domestica e da un rapporto irrisolto con il padre, elementi che Pascale collega al proprio modo di vivere i legami affettivi. Oggi, spiega, ha scelto di non avere una relazione sentimentale.