In Aula alla Camera Angelo Bonelli accusa il governo di forzature procedurali, bugie su pensioni e difesa, e critica Salvini sui pedaggi e il ruolo della Corte dei Conti.
Accuse sulla fiducia e sul ruolo del Parlamento
Nel corso delle dichiarazioni di voto sulla fiducia alla legge di bilancio, Angelo Bonelli (Alleanza Verdi e Sinistra) ha denunciato quello che ha definito un commissariamento del Parlamento. Rivolgendosi al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, Bonelli ha parlato di tensioni interne alla maggioranza e di un confronto acceso con il cosiddetto “ministro ombra” Borghi, sostenendo che l’esame della manovra sarebbe avvenuto con tempi compressi e un limite di 24 ore oltre quanto consentito.
Pensioni, difesa e crisi industriali
Nel suo intervento, Bonelli ha definito la legge di bilancio una manovra “piena di bugie”, accusando l’esecutivo di trasformare il Paese in un’economia di guerra. Sul fronte previdenziale, ha contestato l’aumento dell’età pensionabile, sostenendo che il governo avrebbe promesso tagli diversi rispetto a quelli effettivamente introdotti. In materia di difesa, ha criticato una norma che consente la realizzazione di progetti infrastrutturali attraverso la riconversione di siti industriali alla produzione di armamenti, attribuendo la responsabilità di questa linea al ministro Adolfo Urso e collegandola alle numerose crisi industriali aperte e al rischio occupazionale per migliaia di lavoratori.
L’affondo contro Salvini e la Corte dei Conti
L’esponente di Avs ha infine rivolto un attacco diretto al vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, definendo “un disastro” la gestione dei rincari dei pedaggi autostradali. Bonelli ha accusato Salvini di aver attribuito la responsabilità degli aumenti alla Corte dei Conti, sostenendo che l’atteggiamento del governo verso la magistratura contabile sarebbe condizionato dalla convenienza politica del momento.