Dopo l’arresto di Hannoun e di una rete accusata di finanziare Hamas in Italia, scoppia la polemica politica sul mancato intervento della segretaria del Pd.
Le accuse di Francesco Storace
La notizia degli arresti legati a una presunta rete di finanziatori di Hamas attiva in Italia ha acceso il dibattito politico. A sollevare pubblicamente il caso è Francesco Storace, giornalista ed ex presidente della Regione Lazio, che sui social ha puntato il dito contro il silenzio della segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein.
“Perché Elly Schlein sta muta sull’arresto di Hannoun e della rete di finanziatori di Hamas in Italia?”, scrive Storace, interrogandosi sull’assenza di una presa di posizione ufficiale da parte del principale partito di opposizione. Nel suo intervento, l’ex governatore parla di una sinistra che, a suo giudizio, eviterebbe di esporsi su una vicenda giudicata di particolare gravità.
Il riferimento storico e il paragone con il passato
Nel suo commento, Storace richiama anche la storia politica italiana per rafforzare la propria critica. Il giornalista cita l’esempio di Enrico Berlinguer, ricordando come l’allora leader comunista avesse preso pubblicamente le distanze dal terrorismo interno negli anni delle Brigate Rosse.
“Berlinguer prendeva le distanze dalle Brigate rosse. Ce lo hanno raccontato per anni”, afferma Storace, utilizzando il paragone per sottolineare quella che considera una differenza di atteggiamento tra la sinistra di ieri e quella attuale. Il riferimento storico diventa così uno strumento polemico per evidenziare, secondo l’ex governatore, una mancanza di chiarezza politica nel presente.
Terrorismo e polemica politica
Nel mirino dell’intervento resta il tema del terrorismo internazionale e dei suoi possibili canali di sostegno economico. Storace parla esplicitamente di “terrore antiebraico”, chiedendosi se su questo fronte vi sia oggi una sorta di intoccabilità politica. Il riferimento è alle accuse di finanziamento a Hamas, organizzazione al centro dell’inchiesta giudiziaria.
La polemica si sviluppa interamente sul piano politico e mediatico, mentre le indagini giudiziarie seguono il loro corso. In assenza di dichiarazioni ufficiali da parte del Partito Democratico, il dibattito continua a concentrarsi sul significato politico del silenzio e sul tema, sempre sensibile, della condanna pubblica e senza ambiguità di ogni forma di terrorismo.