Centrodestra in vantaggio nei consensi, Fratelli d’Italia guida le preferenze. Pd resta primo all’opposizione. Sul referendum giustizia prevale il sì alla separazione delle carriere.
Centrodestra solido, Fratelli d’Italia traina la coalizione
Il centrodestra mantiene la leadership nei sondaggi politici. Secondo l’ultima rilevazione di Emg Different, se si votasse oggi la coalizione di governo raccoglierebbe il 47,6% dei consensi, conservando un margine di vantaggio sul centrosinistra, attestato al 44,9%.
All’interno della maggioranza emerge una netta centralità di Fratelli d’Italia, che si conferma primo partito con il 28,9%, una quota che in altre indagini oscilla intorno alla soglia del 30%. Più distaccati gli alleati: Forza Italia si colloca all’8,8%, mentre la Lega raggiunge l’8,5%. Il peso elettorale della coalizione risulta quindi fortemente concentrato sul partito di riferimento del governo, che continua a determinare gli equilibri interni dello schieramento.
Opposizioni, Pd primo ma distacco invariato
Sul fronte dell’opposizione, il Partito Democratico si conferma la prima forza con il 21,4%, ma non riesce a ridurre il divario complessivo rispetto al centrodestra. Il Movimento 5 Stelle segue con il 13,5%, mentre Alleanza Verdi e Sinistra si ferma al 5,4%.
Tra le altre forze progressiste e centriste, Azione è stimata al 3,3%, risultando l’unica formazione a superare la soglia di sbarramento. Italia Viva si attesta al 2,8%, +Europa all’1,8%. Più indietro il Partito Liberal Democratico all’1,6% e Democrazia Sovrana e Popolare all’1,4%. Il quadro restituisce un’opposizione frammentata, con un partito guida ma senza una spinta sufficiente a riequilibrare i rapporti di forza.
Referendum giustizia, sì in vantaggio
Il sondaggio prende in esame anche il referendum sulla giustizia previsto per marzo, relativo alla riforma costituzionale sulla separazione delle carriere tra magistratura giudicante e requirente. Trattandosi di un referendum confermativo, non è previsto il quorum.
L’affluenza stimata si colloca intorno al 45%. Tra gli elettori intenzionati a recarsi alle urne, il 47,5% si dichiara favorevole alla riforma, mentre il 28,5% si dice contrario. Il dato indica, allo stato attuale, un vantaggio del fronte del sì e delinea uno scenario potenzialmente favorevole all’approvazione della riforma, in un contesto politico che appare complessivamente stabile nei rapporti tra maggioranza e opposizioni.