Reddito di cittadinanza, M5s“Il governo sbatte la porta ai poveri”

In commissione Bilancio alla Camera il Movimento 5 Stelle chiede il ripristino del Reddito di cittadinanza, ma la maggioranza respinge l’emendamento e il clima politico si inasprisce.

La proposta sul Reddito e il confronto parlamentare

Durante l’esame della Manovra economica in commissione Bilancio alla Camera, il Movimento 5 Stelle ha presentato un emendamento per reintrodurre il Reddito di cittadinanza. La proposta punta a superare l’attuale assetto fondato su Assegno di inclusione e Supporto per la formazione e il lavoro, ritenuti insufficienti a fronteggiare l’aumento della povertà.

Secondo i promotori, l’eliminazione del Reddito avrebbe prodotto un peggioramento delle condizioni sociali, con un incremento del numero di persone in difficoltà economica dall’insediamento del governo guidato da Giorgia Meloni.

Il no della maggioranza e le accuse sociali

Il parere contrario espresso dalla maggioranza viene interpretato come una chiusura netta verso le richieste di tutela sociale. Dal fronte pentastellato si parla di una scelta che penalizza milioni di cittadini fragili proprio in una fase di emergenza economica.

Viene inoltre evidenziata una riduzione significativa dei beneficiari delle misure di sostegno rispetto al precedente sistema del Reddito di cittadinanza, con effetti che, secondo le critiche, avrebbero inciso anche sull’economia locale e sui piccoli esercizi commerciali, privati di una parte rilevante della domanda interna.

Manovra e frattura politica sul welfare

Lo scontro si è ulteriormente irrigidito con giudizi severi sulla Manovra nel suo complesso, accusata di ridurre gli interventi sul sociale e di non offrire una strategia strutturata contro la povertà. Il Reddito di cittadinanza viene rivendicato come strumento di stabilità sociale, capace in passato di garantire un sostegno minimo e di ridurre situazioni di marginalità.

La bocciatura dell’emendamento segna così un nuovo punto di frattura tra maggioranza e opposizione, confermando che il tema del welfare resta uno dei nodi più divisivi del confronto politico in corso.