Garlasco, nuove ombre sull’indagine: “Dal punto di vista medico-legale è tutto da rivedere”

Secondo il consulente tecnico nominato dal tribunale mancano certezze su epoca della morte, dinamica e numero di persone coinvolte. Il quadro investigativo resta aperto.

Dubbi su epoca della morte e dinamica

Il caso di Garlasco torna al centro dell’attenzione sul piano medico-legale. A sollevare nuovi interrogativi è Vittorio Fineschi, consulente tecnico d’ufficio nominato dal tribunale, intervenuto nel corso della trasmissione televisiva Zona Bianca. Secondo l’esperto, l’intero impianto medico-legale necessita di una rilettura approfondita.

Il punto centrale riguarda l’assenza di elementi certi sull’epoca della morte e sul mezzo utilizzato. In mancanza di questi dati, viene meno la possibilità di delimitare con precisione la finestra temporale dell’evento o di ricostruire una dinamica univoca. Le stesse perizie, viene spiegato, non consentono di stabilire se l’azione sia stata compiuta da una sola persona o da più soggetti, né se sia stato utilizzato un unico strumento o più mezzi.

Un quadro ancora da definire

Nel ragionamento esposto, l’assenza di strumenti scientifici adeguati impedisce anche di restringere l’analisi a pochi minuti per quanto riguarda l’orario del decesso. La ricostruzione, allo stato attuale, resta quindi ampia e complessa, con diversi scenari ancora possibili. Secondo il consulente, l’indagine medico-legale non può essere compressa in una sola direzione interpretativa, proprio perché mancano alcuni tasselli fondamentali.

La situazione viene descritta come un “grande scenario” che deve ancora essere delineato con maggiore precisione. Questo approccio, viene chiarito, non mira ad alimentare polemiche, ma a prendere atto dei limiti oggettivi delle conoscenze disponibili sul piano scientifico.

Indagine aperta e nuove valutazioni

Le osservazioni del consulente riaprono di fatto la discussione su aspetti ritenuti finora acquisiti, sottolineando come alcune certezze non siano supportate da elementi medico-legali definitivi. In questo contesto, il caso di Garlasco continua a presentare zone d’ombra che rendono necessarie ulteriori valutazioni tecniche.

La ricostruzione dell’accaduto, dunque, resta aperta, con la consapevolezza che senza dati certi su tempi, strumenti e numero di persone coinvolte non è possibile giungere a conclusioni definitive sul piano medico-legale.