Alla fine arriva la condanna per le Pussy Riot, accusate di teppismo a sfondo religioso. L’attesissima sentenza è arrivata alle 15 di Mosca, quando i giudici hanno letto la sentenza con cui condannano le Pussy Riot, le tre giovani cantanti punk colpevoli di essersi esibite in una performance anti Putin nella cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca.
Un processo che sta mobilitando la Russia e il mondo intero, e che ha coinvolto anche personaggi celebri come Madonna, intervenuta in loro difesa. Per loro due anni di carcere senza la condizionale. Una condanna che sta già facendo discutere e sollevando proteste, e siamo certi che non finirà qui.
La sommossa popolare è tale che sono state erette barriere di acciaio nelle strade attorno al tribunale Khamovichesky per impedire l’accesso a curiosi e dimostranti.
La sentenza è stata chilometrica, al punto che ci sono volute ore per leggerla. Ma alla fine il risultato è una condanna durissima, già da molti ritenuta eccessiva.
Usa e Ue hanno già espresso il loro parere: «condanna eccessiva». Basti pensare che persino la Chiesa ortodossa russa ha spinto per la clemenza nei confronti delle Pussy Riots «Senza mettere in dubbio la legittimità della sentenza della corte chiediamo alle autorità dello Stato di mostrare compassione nell’ambito della legge». Vedremo se le proteste sortiranno effetto, per il momento le tre restano in carcere.