La tromba d’aria che ha colpito Venezia ha causato numerosi danni. Case e capannoni sono stati scoperchiati, alberi sradicati, cartelli stradali rivoltati per terra. La forza violenta del vento si è abbattuta in particolare sull’isola della Certosa, Sant’Erasmo, Cavallino, Eraclea e Caorle.
Numerosi gli interventi in corso per riparare le strutture. In particolare gli edifici pubblici maggiormente danneggiati sono: stadio e Chiesa Servi di Maria a Sant’Elena, Casello delle Polveri e Torre dell’acqua all’isola della Certosa, cimitero di Sant’Erasmo.
Il vicesindaco di Venezia, Sandro Simionato, ha effettuato un sopralluogo in quei comuni e ha dichiarato: “La tromba d’aria di questa mattina avrebbe potuto causare, oltre ai danni ingentissimi che abbiamo visto, anche qualche grave incidente e qualche vittima. Per fortuna questo non è avvenuto e già per questo dobbiamo essere contenti.
I cittadini toccati da questo evento stanno reagendo con grande coraggio e serenità”.
Alberto Sonino, amministratore di Vento di Venezia afferma: «Sono andati perduti oltre mille alberi tra secolari e più giovani. Una cosa incredibile. Avevamo appena censito tutte le piante. Ora è tutto inutile. In un’area avevamo due container. Li abbiamo trovati, come esplosi, dieci metri più in là. Il vento aveva una forza incredibile».
L’assessore comunale ai Lavori pubblici, Alessandro Maggioni ha dichiarato: “Avvieremo da subito una quantificazione puntuale dei danni e, come ha annunciato il sindaco, inoltreremo la richiesta dello stato di calamità naturale, anche se il contesto attuale, con il recente terremoto, rende difficile una risposta reale in termini economici”.
“E’ evidente che siamo in una situazione di forte emergenza in quanto i danni provocati da questa tromba d’aria sono molto più ingenti di quelli causati dal tornado di Pellestrina. Dobbiamo intervenire subito, perché questo è il momento in cui la politica deve far capire ai cittadini che c’è”.
«Trentacinque anni di remiera completamente distrutti – afferma Giuseppe Galardi, della Remiera Casteo – Tutto all’aria. Non c’è più nulla. Una tragedia».
Questa la prima stima dei danni riferita dal Comune di Venezia:
- patrimonio abitativo ed alle strutture ricettive e sportive nell’Isola di Sant’Erasmo € 700.000;
- settore agricolo a Sant’Erasmo € 4.000.000 (dato fornito dalla Coldiretti);
- società remiera Casteo € 300.000;
- patrimonio abitativo, Diporto Velico, Chiesa, Stadio, Collegio Navale Morosini nell’area di Sant’Elena € 300.000;
- Certosa € 50.000 (considerando sole le parti recentemente restaurate e non quelle in parziale decadimento, tra cui il chiostro vincolato dalla Soprintendenza).